Vi presentiamo integralmente il
lavoro del gruppo di docenti dell'Università di Siena, coordinato
dal prof. Enzo Tiezzi, presentato nel gennaio 2003 a Scarlino
in un Consiglio Comunale aperto. Esso conferma quanto avevamo
potuto dedurre dai lavori scientifici disponibili e dai dati
analitici già esistenti sul territorio, che l'ARPAT e gli
altri uffici tecnici locali e regionali non hanno mai voluto
esaminare. Una sola cosa ci divide dalle opinioni del Prof.Tiezzi,
espresse in occasione alla presentazione del suo lavoro, e
non è di natura tecnico-scientifica, ma politica. Per noi
comunisti non è mai stato indifferente chi debba pagare il
costo della bonifica, se l'ENI o i cittadini attraverso la
fiscalità (ovvero lo Stato, la CEE, la Regione...). Per il
momento non esiste ancora un atto amministrativo che vincoli
l'ENI alla bonifica delle falde inquinate di Scarlino e questo
dipende dai ritardi degli enti locali, con cui il Tiezzi collabora.
Speriamo che tali Enti recuperino il ritardo.
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