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SOPRALLUOGO
PRESSO I DEPOSITI DI RIFIUTI INDUSTRIALI DI SCARLINO
DEL 25 MAGGIO 2000
PRIMA NOTA INFORMATIVA
Il giorno 25 maggio u.s. durante un sopralluogo presso l’area di pertinenza degli impianti di lavorazioni minerarie esistenti in Scarlino ho constatato l’esistenza, su di un’area di circa 250 ettari, di depositi di grandi quantità di residui di lavorazione, disposti in parte interrati ed in parte in rilevati di alcuni metri sul piano campagna, senza alcun sistema di isolamento dagli agenti atmosferici né dalle falde acquifere; dallo stato dei depositi è facilmente intuibile l’assenza di sistemi di captazione del percolato. Si notava inoltre la presenza di evidenti perdite di sostanze chimiche da condotte aree che attraversano l’area, fino a formare pozze lungo i canali di drenaggio. Tale situazione appare in evidente violazione della normativa tecnica per il deposito di rifiuti industriali e costituisce un grave rischio per l’ambiente. La presenza di coltivazioni alimentari nelle immediate vicinanze dei suddetti depositi ed il rischio di contaminazione della falda fanno inoltre ritenere che ciò costituisca un oggettivo pericolo anche per la salute umana. In area esterna agli impianti, e quindi su suolo pubblico, si notava un evidente spargimento di materiale granulare contenente residui di pirite, il che fa pensare anche in questo caso a rifiuti industriali probabilmente contenenti elevate concentrazioni di arsenico, sparsi inopinatamente ed in violazione delle più elementari norme di sicurezza in zone pubbliche frequentate. In area attigua alla strada pubblica, a pochi metri dalla medesima si nota una vasta pozza di liquido di colore scuro con venature rosse, verdi e bluastre, emanante un forte odore acre. Questa situazione costituisce un pericolo di estrema gravità in quanto l’area è facilmente accessibile dalla strada, è totalmente incustodita, presenta una grossolana recinzione, e non vi è alcuna segnalazione del pericolo esistente. Altrettanto grave è la situazione delle aree minerarie di approvvigionamento degli impianti di Scarlino, che presentano vasti depositi di fanghi essiccati e materiale di flottazione del minerale, e quindi presumibilmente contenente cianuri e metalli tossici, completamente abbandonati nel bosco, evidentemente frequentati da persone dedite al motocross che nelle loro escursioni sollevano e respirano polveri tossiche, senza alcun cartello di segnalazione del pericolo. Inoltre un torrente che scorre in prossimità dei depositi suddetti presenta evidentissime presenze di sostanze tossiche dilavate dai depositi stessi. La mia impressione, in virtù dei numerosi progetti di bonifica di aree contaminate da me effettuati in passato per il Dipartimento della Protezione Civile e per il Ministero dell'Ambiente, è che sussista una situazione di gravissimo rischio ambientale e sanitario in atto che necessita
Scusandomi per la genericità di questa mia prima nota informativa, dettata dalla necessità di segnalare al più presto la gravità complessiva della situazione e l’urgenza di interventi di emergenza, mi riservo di presentare una nota tecnica con elementi più precisi.
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