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Martedi' 20 Febbraio 2001 la Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti ha approvato all'unanimita' il documento: Relazione sulla Tostana ed Umbria dando conferma di quanto denunciato nel libro ''arsENIco''. Pag 309-310: ''Cumuli di ceneri di pirite (minerale impiegato per produrre acido solforico e ferro), utilizzati come rilevato stradale, sono ammucchiati in un area senza alcuna precauzione e senza alcun sistema di messa in sicurezza. La vendita di tali ceneri ad una societa` veneta e` in corso da alcuni anni e si stima che il completo smaltimento possa avvenire entro quindici anni. Desta qualche perplessita` nella Commissione l'utilizzo di tali ceneri, per i problemi che puo` comportare sia sul sito dove sono stoccate sia sui siti dove engono utilizzate. Data la natura del materiale (presenza di metalli tossici), infatti, non sono da escludersi pericolose contaminazioni delle falde idriche sottostanti. Quello della contaminazione della falda e del territorio di Scarlino (colline metallifere Scarlino- Empoli) e` peraltro un forte elemento di preoccupazione, specialmente se riferita a quella della falde, in cui si e` dimostrata sperimentalmente la presenza di quantita` preoccupanti di mercurio. Le colline gia` sfruttate dalla Montedison e poi dall ENI hanno comportato, unitamente alle produzioni dell industria chimica locale, la produzione di notevoli quantita` di rifiuti tossici e nocivi per la presenza, tra l altro, di piombo, arsenico, cadmio, mercurio, e la collocazione al di fuori di ogni regola e normati a in circa ventiquattro discariche abusive, che hanno contaminato le falde idriche per la presenza nelle acque dei metalli di cui sopra. Lo stato di completo abbandono delle miniere ha causato un forte dissesto idrogeologico, con smottamenti in atto specie nel territorio di Niccioleta, in cui circa ventimila metri cubi di terreno stanno franando. L attuale sistema industriale, proprio perche´ scarsamente riconvertito alle nuove tecnologie, non opera correttamente se si pensa alle recentissime perdite di acido solforico dall impianto della Nuova Solmine, gia` oggetto di indagini della magistratura per aver causato pericolose contaminazioni del suolo, delle falde e morie di pesci nel mare antistante. Problemi urgenti di bonifica del territorio si pongono nel rispetto della igente normativa, includendo nel piano regionale di bonifica le aree contaminate dell ex impianto denominato di pellettizzazione, che l ENI vorrebbe fossero escluse. ''
Tuttavia la Commisione non dice nulla circa le responsabilita' degli enti locali. L'Autore ancora aspetta una risposta alla lettera che segue: Oggetto:
Relazione sulla Toscana |
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